La campionessa di sci Elena Fanchini scende “in pista” per aiutare gli alluvionati del Veneto. E continua a crescere il numero di sostenitori dell’iniziativa lanciata da Cancro Primo Aiuto e di cui il circuito Netweek è media partner.
Sono queste le principali novità della raccolta di materiale edile per la ricostruzione, soprattutto di abitazioni e aziende, e di mobili di arredamento per sostituire quelli andati distrutti avviata dopo l’alluvione che ha colpito in particolare, alla fine dell’ottobre scorso, le aree venete dell’Agordino, del Cadore, del Feltrino e del Comelico.
Partiamo dall’impegno di Elena Fanchini, specialista di Discesa e SuperG, medaglia d’argento nella Discesa libera ai Mondiali di Bormio del 2005, che può vantare anche due vittorie in Coppa del Mondo a Lake Louise, in Canada, e a Cortina d’Ampezzo. Insieme a Peter Fill e a Francesca Marsaglia, Elena è da diversi mesi testimonial di Cancro Primo Aiuto. Pur essendo bloccata a casa per l’infortunio patito al suo ritorno agli allenamenti dopo aver superato, nei mesi scorsi, il cancro, Elena ha voluto contribuire alla raccolta lanciando un appello a imprenditori e cittadini che volessero partecipare alla raccolta. Lo spot andrà in onda già dai prossimi giorni dai canali che fanno capo a Mediapason (Telelombardia, Antenna 3 e Milanow).
Prosegue, intanto, il reclutamento di nuovi sponsor dell’iniziativa promossa da Cancro Primo Aiuto con la collaborazione della Lega Lombarda, di Confimi Monza e Brianza, di Confindustria Lecco-Sondrio e del Presidio territoriale di Monza e Brianza di Assolombarda. A loro si sono uniti, nel corso di queste settimane, diversi sostenitori: in primis Caloni Trasporti, che si farà carico di tutta la parte logistica del progetto, dal trasporto alla messa a disposizione di un magazzino in provincia di Padova. Con lui For Hotel Complements, che nel magazzino di Padova ha già fatto arrivare diversi bancali di piatti, bicchieri e posate; Bi.Ma, fornitore di un paio di camion di pellet che sono stati destinati all’Altopiano di Asiago, ad Agordo, a Santo Stefano di Cadore e in Val di Zoldo; e poi la catena di centri commerciali Iperal, l’azienda Tagliabue Spa, Essedicer e DAI – Distribuzione Automatica Italiana, che ha fornito una decina di macchine per il caffè.

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