Recenti analisi Audipress e Agcom evidenziano l’importanza della stampa, soprattutto settimanale e territoriale, confermata dai risultati positivi di Netweek

 

Qual è il futuro dell’informazione, in particolare sulla carta e locale? Nonostante la crisi generalizzata del settore, Netweek resiste e, anzi, cresce: sia come testate ma anche come lettori. L’ultimo dato riguarda gli abbonati all’edizione cartacea, quindi lettori affezionati, che sono cresciuti del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A conferma della capacità di una informazione di qualità e apprezzata, con oltre 15.000 articoli originali prodotti a settimana.
Il tema è certamente caldo ed è stato trattato, proprio recentemente, in più occasioni.
I nuovi dati Audipress, relativi agli ultimi mesi del 2018 e diffusi il 20 febbraio, mostrano segnali positivi, registrando un incremento dello 0,7% nei lettori della stampa nel complesso, con variazioni positive soprattutto nei settimanali, + 1,2%, seguiti dai mensili, + 0,6%, e dai quotidiani, + 0,2%. Questa è un’importante inversione di tendenza dopo 4 anni di flessione. Nello scenario del consumo dei prodotti editoriali su carta o digitale, così come pubblicato dalla ricerca Audipress, la stampa si conferma dunque una risorsa importante per più di 40 milioni di italiani, che scelgono contenuti di qualità e con i settimanali raggiungono 13.600.000 lettori, cioè il 25.7% delle persone sopra i 14 anni.
In Italia, poi, l’attenzione verso l’informazione locale appare ampia, se si considera che l’86% dei cittadini si informa abitualmente su fatti locali, attraverso tv, radio, testate cartacee o servizi online. Questi dati sono stati resi noti l’11 febbraio dall’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la sua “Indagine Conoscitiva sull’Informazione Locale”, la quale evidenzia anche che oltre il 50% dei cittadini delle regioni in cui si trova Netweek si affida a testate locali.
Proprio in merito a questa indagine si è anche espresso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Vito Crimi: «Oggi stiamo riscoprendo sempre di più l’importanza dell’informazione locale che è quella che ancora resiste. Nel panorama del crollo dell’informazione, come ha rilevato anche l’indagine conoscitiva dell’Agcom, l’informazione locale è quella che regge meglio la crisi del sistema. E’ lì che bisogna puntare ed è quella che funziona meglio, perché è più vicina ai cittadini, a quello che le persone vogliono sentirsi raccontare». «L’informazione locale – ha aggiunto – ti racconta i fatti che avvengono fuori dalla tua porta di casa, che eleva a notizia fatti che non lo sono per altri e spesso è l’informazione locale che con le proprie inchieste dà notizie all’informazione nazionale».
Sul valore della carta stampata e la sua relazione con l’informazione online è intervenuto anche Ernesto Galli della Loggia, con un editoriale sul Corriere della Sera del 19 febbraio, dal titolo “Impossibile fare a meno dei giornali (e delle loro opinioni)”. «Che i giornali di carta siano destinati a scomparire è forse vero ma forse no – ha scritto l’editorialista del Corriere – Sta di fatto che secondo gli ultimi dati il New York Times può oggi mettere in campo qualcosa come un milione di abbonati all’edizione cartacea. Ed è vero che all’edizione on-line gli abbonati salgono alla fantastica cifra di 3,3 milioni, ma questo successo è possibile, secondo gli analisti, perché in questo caso dietro l’on-line c’è il marchio prestigioso del giornale di carta. Infatti tutte le altre testate Usa solo on-line tipo BuzzFeed battono la fiacca anche dal punto di vista della pubblicità. Venendo all’Italia mi pare utile farsi comunque qualche domanda. Una soprattutto: come mai ogni mattina per ore e ore (ma anche nel pomeriggio e la sera le cose non cambiano molto), in qualunque trasmissione, radio e televisione – cioè proprio i media elettronici considerati da tutti come i sicuri vincitori della contesa con la carta – vivono in pratica, se così si può dire, a ricasco dei giornali? Ne citano e riassumono gli articoli, li commentano, ne intervistano gli autori, ne discutono gli editoriali, traggono spunto dalle loro notizie per i propri programmi?».
«Tutti pensano alla fine della carta, ma noi ci crediamo ancora – spiega Alessio Laurenzano, presidente e amministratore delegato di Netweek – E’ il legame stretto con il territorio che, da una parte, ci ha garantito credibilità e autorevolezza, dall’altra, ci ha permesso di coltivare rapporti con gli attori del territorio – imprese, associazioni e istituzioni – che ci hanno consentito di crescere insieme».

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