Netweek è stato media partner di un importante convegno del Criet all’Università di Milano-Bicocca “Employee Engagement & Employer Branding”

 

La relazione tra azienda e dipendenti passa, oggi, anche attraverso i social media. Le imprese si raccontano sempre più utilizzando i social network, luoghi dove si sviluppa la reputazione e l’immagine di un marchio. Sia per far crescere il proprio business sia per mantenere o attrarre validi collaboratori e promettenti talenti. Non va trascurato, però, che i dipendenti stessi sono presenti sui social e che quindi possono essere i migliori ambasciatori nel promuovere l’azienda.
Questo è stato il tema dell’affollatissimo convegno “Employee Engagement & Employer Branding. Sfide e soluzioni al tempo dei social media”, organizzato dal Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio (Criet) presso l’Università Milano-Bicocca giovedì 6 giugno e di cui Netweek è stato media partner. L’evento rientra nel progetto del Marketing Innovation Hub, di cui anche il nostro gruppo editoriale è entrato a far parte, e attraverso questi incontri si propone come un momento di confronto tra il mondo accademico e imprenditoriale. In questa occasione esperti e professionisti della comunicazione e delle risorse umane hanno potuto dibattere e confrontarsi sull’utilizzo delle nuove tecnologie in azienda, individuando insieme le migliori soluzioni per favorire un coinvolgimento attivo e consapevole dei dipendenti nelle attività di comunicazione attraverso i social network.
Una sfida complessa ma importante, come ha spiegato il professor Angelo Di Gregorio, direttore del Criet, poiché integrare comunicazione interna ed esterna può accrescere le opportunità per l’impresa. Matthieu De Montgolfier, Ceo di TBS Italy & Switzerland, ha posto l’accento in particolare sulla capacità attrattiva verso validi talenti, di cui spesso le imprese italiane lamentano la mancanza.

Ma cosa ne pensano i manager delle aziende e i dipendenti? Su questo si è focalizzata la ricerca realizzata da Criet e Ipsos.
Ilaria Ugenti di Ipsos Italia ha presentato il punto di vista dei business leader, secondo i quali i dipendenti sono molto importanti nella costruzione della reputazione aziendale e quindi si stanno interrogando su strategie di employer branding. E’ però da chiarire cosa si intenda per strategie: più che delle restrizioni è importante dare ai dipendenti delle linee guida da seguire affinché non divulghino informazioni sensibili e legate a segreti aziendali. Se i social sono notevolmente cresciuti in questi anni come fonte di informazione, per i manager resta comunque fondamentale il ruolo dei media tradizionali nella comunicazione del brand. Indubbiamente i social network possono essere un’arma a doppio taglio, vanno quindi «maneggiati con cura».
Roberto Chierici di Criet e Università Milano-Bicocca, invece, ha presentato il punto di vista dei dipendenti. Il campione analizzato fa emergere la carenza di una strategia e di una policy aziendale sull’utilizzo dei social, mentre c’è una maggiore attenzione alla formazione rispetto a questi strumenti. Un’attenzione a formazione e linee guida per i social più evidente nelle medie e grandi imprese, ma una mancanza di strategia che riguarda tutti. In generale, le aziende non spronano i dipendenti a usare i social per promuoverle. Quindi, condividere la policy social aziendale e formare i dipendenti è importante, ma incoraggiare i dipendenti è cruciale.

Si è poi passati dalla teoria alla pratica, ovvero è stato dato spazio a professionisti della comunicazione e delle risorse umane per discutere i risultati della ricerca e raccontare le loro esperienze: Stefania Romenti, professore associato di Marketing allo Iulm; Germano Buttazzo, sales manager di LinkedIn; Laura Colombo, Ceo di ETAss; Franco Parvis, partner di Proper Transearch; Pamela Querini, head of Talent & Reward del Gruppo Cattolica; Antonio Sidoli, direttore strategico di Industree Change; Lucia Poluzzi, marketing manager di Kelly Deli; Franco Balestrieri, direttore Marketing e Comunicazione GVM Spa. Tutti hanno evidenziato l’importanza di coinvolgere i dipendenti in una strategia d’immagine dell’azienda, che sia condivisa e non imposta.

Anche Netweek ha fatto un recente percorso di rilancio del proprio brand, fortemente volto dal nuovo management, senza trascurare quello che esso racchiude, un know how consolidato che fa delle nostre testate il punto di riferimento in molti territori. Nella comunicazione sono stati fondamentali il nuovo sito www.netweek.it e le nostre pagine su Facebook e LinkedIn. Strumenti che raccontano il lavoro e l’impegno di tanti giornalisti, agenti pubblicitari, grafici, impiegati, tecnici, collaboratori. «E la forza del brand, che sia delle singole testate o dell’intero gruppo, passa attraverso il loro lavoro e la loro partecipazione, anche condividendo ciò che facciamo sui social network», ha sottolineato Riccardo Galione, vice president Sales & Marketing di Netweek.

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