INVESTI IN PUBBLICITÀ E RICEVI UN CREDITO D’IMPOSTA DAL 75% AL 90% DEL TUO INVESTIMENTO

F.A.Q.

È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24 luglio 2018, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2018, n. 90, “Regolamento recante le modalità ed i criteri per la concessione d’incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, in attuazione dell’articolo 57-bis, comma 1 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n.96.”

Le domande per l’accesso al credito d’imposta, relativo agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa nel 2017 e nel 2018, andranno presentate a decorrere dal sessantesimo giorno ed entro il novantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del DPCM nella Gazzetta Ufficiale, ossia dal 22 settembre ed entro il 22 ottobre 2018, con una apposita comunicazione telematica e secondo le modalità definite con provvedimento amministrativo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

COS’È

Il bonus pubblicità è il credito d’imposta per chi investe in campagne pubblicitarie sulla stampa, sull’online e/o sulle emittenti radiotelevisive locali, con una spesa incrementale di almeno l’1% rispetto all’anno precedente sullo stesso mezzo di informazione.

Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati; credito che sale al 90% nel caso si tratti di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative. La concessione della maggiorazione è subordinata al perfezionamento, con esito positivo, della procedura di notifica alla Commissione europea, in pendenza della quale è concessa la misura ordinaria del 75%.

A questa misura, per il 2018 sono dedicati 62,5 milioni di euro, di cui 50 milioni per gli investimenti sulla stampa (20 per gli investimenti effettuati nel secondo semestre del 2017, più 30 per quelli da effettuare nel 2018) e 12,5 milioni per gli investimenti da effettuare nel 2018 sulle emittenti radio-televisive.

CHI PUÒ BENEFICIARNE

Possono beneficiare di questo credito d’imposta tutte le imprese e i lavoratori autonomi (indipendentemente da natura giuridica, dimensioni aziendali, regime contabile) e gli enti non commerciali che hanno incrementato gli investimenti pubblicitari rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. In pratica, gli investimenti in campagne pubblicitarie devono avere un valore complessivo che superi di almeno l’1% quelli realizzati nell’anno precedente sugli stessi mezzi di informazione. Per stessi mezzi di informazione si intende lo stesso canale informativo (stampa/online/radio/tv) e non le singole testate giornalistiche o radiotelevisive. L’incremento va calcolato e misurato in modo distinto per singolo mezzo.

Chi non ha effettuato investimenti nell’anno precedente non ha diritto al bonus, sono quindi escluse le nuove imprese che hanno aperto in corso d’anno.

QUALI SONO GLI INVESTIMENTI AMMISSIBILI

Sono ammissibili al credito d’imposta gli investimenti riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, anche online, ovvero nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. Giornali ed emittenti devono essere editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il competente Tribunale o presso il Registro degli operatori di comunicazione, avere un direttore responsabile: le testate netweek hanno tutti i requisiti. Le spese ammissibili si calcolano al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio Adv.
L’effettività del sostenimento delle spese deve risultare da apposita attestazione, il cosiddetto visto di conformità, rilasciata da parte di un professionista abilitato o di una società di revisione.
Sono, invece, escluse le spese sostenute per l’acquisto di spazi destinati a servizi particolari, quali ad esempio televendite, servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat line con servizi a sovrapprezzo.
Il beneficio è applicabile anche agli investimenti effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017, ma solo sulla stampa, anche online, e sempre che ci sia stato un investimento nell’analogo periodo del 2016; non viene, quindi, riconosciuto alcun bonus pubblicità se non c’è una base storica su cui misurare l’incremento minimo dell’1%.
Si ricorda che il credito d’imposta è alternativo e non cumulabile con ogni altra agevolazione, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24.

COSA FARE

Gli interessati devono presentare una specifica istanza telematica (“prenotazione”) utilizzando un’apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate e uno specifico modello, nel corso di una “finestra temporale” di trenta giorni. A regime, la domanda si presenterà tutti gli anni nel mese di marzo ed, entro la fine di aprile, il Ministero dell’Editoria pubblicherà l’elenco dei soggetti richiedenti con la ripartizione delle risorse; per l’anno in corso, la finestra per la prenotazione si aprirà, per trenta giorni, a decorrere dal 22 settembre e fino al 22 ottobre. Nel caso in cui l’ammontare complessivo dei crediti richiesti con le domande superi l’ammontare delle risorse stanziate, il credito d’imposta liquidato potrà essere inferiore a quello richiesto e sarà ripartito in percentuale tra tutti i richiedenti che ne hanno diritto.

QUALI SONO GLI ACCERTAMENTI

Terminata la fase delle prenotazioni, il Dipartimento per l’Informazione ha 30 giorni di tempo per formare la graduatoria degli aventi diritto, con l’indicazione dell’eventuale percentuale provvisoria di riparto e dell’importo fruibile. La tempistica dell’adempimento è decisa con decreto del Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, adottato e pubblicato a breve sul sito web del Dipartimento.

I controlli spettano all’Agenzia delle Entrate che, se accerta la carenza di requisiti e la conseguente indebita fruizione totale o parziale del beneficio, provvede al recupero delle somme